A CHE ETA’ SI PUO’ FARE UN TRATTAMENTO ORTODONTICO?

Sgombriamo subito il campo da alcune errate convinzioni: la prima riguarda l’idea che i denti possano essere spostati fino ad una certa età, intorno all’adolescenza, e quindi restino immobili per il resto della vita. La seconda, diretta discendenza della prima, è che il tipico paziente dell’ortodontista sia il bambino. In entrambi i casi si tratta di falsi miti la cui preliminare rimozione consentirà una migliore comprensione del complesso lavoro dell’ortognatodontista. La definizione di Ortognatodonzia, più corretta, riconosce ai denti il ruolo di parte di un tutto, costituito appunto dall’apparato stomatognatico, costituito, oltre che dai denti, anche dai muscoli masticatori e dalle articolazioni temporo-mandibolari ed al cui funzionamento, estremamente complesso, sovrintende il sistema nervoso centrale. Per completezza vanno considerate parti dello stesso apparato anche i tessuti molli del cavo orale, guance, labbra e lingua, e l’apparato di sostegno del dente, costituito dall’osso che lo circonda, definito osso alveolare, e dal legamento parodontale frapposto fra osso e dente e la cui presenza è essenziale perché il dente possa muoversi. Ciò significa che equiparare un dente ad un chiodo infisso nel muro è un errore imperdonabile. I denti in realtà si posizionano spontaneamente dove viene raggiunto un equilibrio tra tutte le forze agenti su di essi e se questo equilibrio viene modificato anche i denti modificheranno la loro posizione in ossequio al nuovo equilibrio. Ciò può accadere per i più svariati motivi e senza alcun limite di età. In altri termini i denti possono spostarsi sotto l’effetto di forze esterne (ortodontiche o di altra natura) per tutta la vita.

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